Clicca sull'immagine per ingrandirla.   Nome:   collection_le.jpg  Visite: 71  Dimensione: 93.1 KB  ID: 284338La serie WonderBoy/Monster World ha da sempre uno spazio nel cuoricino di ogni retrogiocatore che si rispetti. Lo sa bene chi dal retrogaming ci vuole tirare su pure un po’ di grana. E così, che nel 2017, Lizarcube ti tira fuori il remake in grafica “super 2D” di quel piccolo gioiello di The Dragon's Trap, uscito originariamente anni orsono sul Sega Master System. Poi è venuto il turno dell’erede spirituale ad opera di Game Atelier: Monster Boy and the Cursed Kingdom che chi vi scrive reputa un autentico capolavoro di grafica (un superbo 2D) e giocabilità. Poteva mai stare con le mani in mano l’autore originale Ryuichi Nishizawa e il team Artdink e non fare un altro gioco della serie? No, e infatti siamo qui a parlare del remake di Monster World IV, re-intitolato per l’occasione Wonder Boy: Asha in Monster World, piccola perla uscita su Sega Mega Drive solo in terra nipponica e arrivato in inglese ufficialmente nel 2013 come parte della Sega Vintage Collection per la next gen del tempo. Inoltre, la stessa versione è arrivata poi anche nel mitico Mega Drive Mini nel recente 2019.

Clicca sull'immagine per ingrandirla.   Nome:   screenshot_1.jpg  Visite: 0  Dimensione: 54.9 KB  ID: 284334Asha in Monster World rimane in gran parte fedele al suo predecessore a 16 bit, ambientato in una terra fantasy in stile arabo. Una giovane ragazza di nome Asha viene chiamata da una voce misteriosa per salvare la terra da un inquietante male, iniziando un'avventura che la porterà nella capitale Rapadagna. Lungo la strada, farà amicizia con un animale volante chiamato Pepelogoo, che, nonostante il nome assurdo da pupazzo pazzo, alla fine è nu brav guaglione e sarà d’aiuto alla nostra Asha in innumerevoli occasioni durante il viaggio. La nostra eroina dai capelli verdi può aggrapparsi a Pepelogoo per galleggiare in aria o fare un doppio salto. Pepelogoo può essere lanciato per raccogliere oggetti fuori portata, usato come protezione dal fuoco o congelato in blocchi di ghiaccio. Insomma, un “mai più senza”.

Clicca sull'immagine per ingrandirla.   Nome:   screenshot_10.jpg  Visite: 0  Dimensione: 95.6 KB  ID: 284335Chi non ha vissuto su Giove fino a ieri (alzi la mano), saprà che il punto di forza della serie Wonder Boy/Monster World è l’equilibrio tra platform d'azione 2D ed elementi RPG leggeri con una bella dose di personaggi affascinanti. Alcuni episodi (come il già citato Dragon's Trap) includevano elementi esplorativi che lo inserivano nel sottogenere "Metroidvania" (come odio sta parola), molto prima che il termine fosse inventato. Monster World IV, tuttavia, ha ridotto questo aspetto, concentrandosi principalmente su azione e platform. All’epoca fu sicuramente un cambiamento coraggioso, che, nonostante la buona fattura del titolo, comunque lo poneva come uno degli episodi più semplici e poco longevi della serie. Non c'è una mappa centrale del mondo da esplorare, ma solo una singola città che ti incanala in una manciata di dungeon. La struttura è per lo più lineare, anche se ci sono ancora soldi da raccogliere e attrezzature da acquistare, senza mancare i power up per aumentare la propria energia vitale.

Clicca sull'immagine per ingrandirla.   Nome:   screenshot_7.jpg  Visite: 0  Dimensione: 78.1 KB  ID: 284336Ci sono anche una manciata di modifiche e miglioramenti: per esempio ora si può rivisitare la maggior parte delle aree in modo da poter recuperare tutto ciò che nella prima run si è perso e c'è anche un'utile opzione che indica quanti collezionabili, come i power up per aumentare l’energia, chiamati Life Drop, sono stati trovati in una determinata area. Originariamente c'erano 150 Life Drop da trovare, adesso ne sono 200 insieme ad alcune subquest extra nella città/hub principale. Un'altra novità è una modalità Facile, e la possibilità di salvare ovunque, senza cercare il Saggio, che è comunque presente, raccontandoci, ironicamente, di come adesso sia meglio rispetto al passato.


Clicca sull'immagine per ingrandirla.   Nome:   screenshot_5.jpg  Visite: 0  Dimensione: 84.8 KB  ID: 284337Diciamo che a grandi linee il gioco è lo stesso, chi lo ha finito all’epoca, purtroppo, non troverà nulla di particolarmente nuovo. Più che altro il più grande cambiamento rispetto al gioco originale è la grafica 3D, anzi 2D e mezzo, che sostituisci i 16bittiani pixel. I simpatici design dei personaggi e le loro movenze, specie Asha, dell'artista Westone di lunga data Maki Ohzora sono riprodotti fedelmente come modelli poligonali. Lo stesso le ambientazioni, anche se si nota una certa pochezza negli scenari. Diciamo che è tutto molto freddo e rigido e si perde quella magia che solo un disegno animato sa dare.

Da qui, quindi, nasce la domanda filosofica spontanea: ma a che serve fare un remake di un bel gioco 2D pieno di nostalgici pixel con uno stile grafico 2D e mezzo con poligoni a basso budget che ti porta tristezza? Non lo sapremo mai, però se comprerete la versione retail di Asha in Monster World, verrete ricompensati con il vecchio episodio originale da giocare.

La versione provata è quella di PS4, ma il gioco è disponibile anche su Switch senza particolari differenze.


COMMENTO FINALE


"Asha in Monster World è un remake che convince poco. Mentre i fan del gioco Mega Drive potrebbero divertirsi a rivisitarlo, potrebbero anche essere delusi dal fatto che non ci siano molte novità se non la grafica che non ha però lo stesso valore realizzativo del remake The Dragon's Trap. Tuttavia, gli elementi che lo hanno reso un classico del Mega Drive al tempo come il delizioso mondo di gioco e una giocabilità “retrogiocabilmente” granitica, sono ancora presenti e tutto ciò regge ancora bene anche dopo quasi trent'anni."