Shadowgrounds Survivor è il seguito/spin-off del primo Shadowgrounds: un eccezionale shooter sviluppato dalla Frozenbyte un paio d'anni fa. Questo sequel non è che si discosti molto dall'impostazione del primo, probabilmente per non stravolgere troppo il già apprezzato gameplay, comunque per chi avesse perso l'originale questo pseudo seguito ne riassume l'essenza introducendo anche alcune interessanti novità. La trama riprende quella già vista nel filone dei film di fantascienza della serie Alien e Fanteria dello Spazio. Non è che ci sia moltissimo da dire, si rifà nuovamente alla storia già introdotta dal primo gioco che vede la colonia spaziale di Ganimede invasa da una misteriosa razza di alieni insettoidi tuttaltro che mansueti. Ma mentre nel primo gioco impersonificavamo un semplice addetto alla manutenzione, in questo seguito utilizzeremo più personaggi, a seconda delle missioni.
Si tratta di uno shooter visto dall'alto, con visuale alla Gauntlet o alla Alien Breed se preferite, per cui non è che ci si debba aspettare chissà che. Comunque oltre a massacrare tonnellate di alieni bavosi, si devono usare interruttori ed aggiustare meccanismi per poter accedere a nuove aree dello scenario. Durante il nostro pellegrinaggio tra gli ambienti di gioco è indispensabile l'uso della torcia elettrica. Illuminando le aree in ombra potremo respingere l'attacco dei mostri più piccoli o determinare la posizione di altri invisibili ad occhio nudo. Il sistema di potenziamento delle armi è tutto sommato buono, oltre ad essere raccolte, dovranno anche essere aggiornate raccogliendo i bonus lasciati cadere dalle orde di nemici famelici. Ciascun potenziamento richiederà un certo numero di questi punti bonus, un’arma potrà così avere una capienza di fuoco maggiore, una maggior potenza e una migliore accuratezza del tiro. Alcune armi poi presentano inoltre un pulsante per il fuoco secondario. Un sistema a RPG migliora le abilità dei personaggi, a mano a mano che si gioca acquisiranno ulteriore esperienza che gli consentirà di utilizzare armi sempre più complicate.
Il motore 3D del gioco rende benissimo le atmosfere dei film della serie Alien: si va dagli esterni caratterizzati da condizioni meteo sfavorevoli, caratterizzati da pioggia, vento e buio, ai temibilissimi interni claustrofobici. La gestione degli effetti luminosi e delle ombre è invidiabile così come l’ammontare del tasso di “gore” del gioco. Gli spappolamenti e le strisciate di sangue sui pavimenti e sui muri proprio non si contano, così come i cadaveri martoriati dei poveri abitanti della base. Il tutto rende veramente l’idea di una feroce resistenza contro un nemico implacabile. Gli intermezzi animati sono carini, anche se onestamente preferivo quelli visti nel prequel poiché introducevano meglio i vari aspetti della trama e dell’azione di gioco. Una nota va spesa anche per l’ottima fisica del gioco, ad esempio molti oggetti possono essere fatti cadere (scafali, tavoli, sedie), altri fatti rotolare (bidoni) e altri ancora infranti (casse e vetri). L’esplosioni invece faranno volare cadaveri ed oggetti in ogni dove. Rispetto al primo capitolo, questa variante vanta una maggiore interattività con gli scenari, veramente ottimo in questo senso.
Il sonoro è ben fatto, se non di ottimo livello, con musiche d'atmosfera che diventano sempre più concitate nel momento in cui l'azione diventa frenetica. Gli effetti sonori sono convincenti e i dialoghi che introducono le varie sequenze di gioco e che aggiornano “on the fly” i quest durante la missione risultano ottimi. Il gioco purtroppo è poco longevo, si tratta pur sempre di un titolo budget, dipende da voi: se vi fate prendere troppo la mano lo finirete molto presto, vista la sua natura molto immediata, con un uso più ragionato dovrebbe durarvi un pochino. La difficoltà alterna sequenze tranquille a vere e proprie ammucchiate in cui si spara all'impazzata, talvolta senza neanche il tempo di mirare.