Precedentemente noto come Pixel Shinobi: Nine Demons of Mamoru, Within the Blade è un particolare e frenetico platform che fondamentalmente infila meccaniche ancora più sofisticate per un semplice platform, come elementi stealth, in un'estetica accogliente per il retrogiocatore fetente, praticamente un rozzo 16 bit, e mettendo a disposizione un'ampia varietà di approcci nell’attaccare il nemico.
È interessante notare, però, che la furtività non è tanto enfatizzata in Within the Blade. E non si capisce quanto sia voluto o meno dai programmatori. Parte di ciò è dovuto al suo sistema di controllo robusto in cui vari input completano diversi attacchi combo e mosse che rende il gioco più frenetico di quello che forse vorrebbe essere, portando il giocatore ad assalti degni di Rambo, più che dell’ombra che uccide nel silenzio. Vero è che sarebbe possibile anche agire furtivamente per tutti i livelli, con il piccolo pixel-ninja che può appiattirsi sul pavimento e strisciare come un verme dietro qualche copertura. Cogliere di soppiatto un nemico consente un'animazione di esecuzione fluida e veloce, oltre ad ammazzarlo con un solo colpo, ma il gameplay, come detto sopra, è spesso così frenetico che è altrettanto facile rivelare la propria posizione al nemico di turno per affrontarlo come un normale combattimento.
La versione provata è quella per Switch, ma non dovrebbero esserci tante differenze, diciamo nulle tra PS4/5, PC e sistemi Xbox in quanto lo stile grafico tecnico equivale ad un retrogaming a 16 bit di fattura mediocre. Inoltre su Switch, giocandolo in modalità portabilità, specie nel sistema di crafting degli oggetti, il tutto appare molto piccolo e di difficile gestione, almeno chi vi scrive ha avuto questa sensazione, pur avendo una vista perfetta.