Proprio quando la situazione sta per farsi interessante, sul più bello per capirci, un fulmine colpisce la vettura che funge da loro nido d'amore ed il povero Ned perde i sensi, seppur per pochi lunghissimi istanti. Mai avesse riaperto gli occhi, poiché una terribile visione lo sconvolge dalla testa ai piedi: una misteriosa entità malefica, un demone o chissà cos’altro, si materializza all'improvviso e rapisce la sua dolce metà! Le tenebre, come se tutto ciò non bastasse, abbracciano l'intera cittadina che, da lì a poco, verrà addirittura invasa da un esercito di repellenti creature zombie! Al contrario di quanto si possa immaginare, Ned è tutt'altro che un nerd mollaccione e smidollato poiché, forte dei suoi nuovi super poteri scaturiti dalla presenza della Luna Piena, si mette in marcia alla ricerca della povera Linda pronto a dar battaglia a chiunque osi ostacolargli la via.
Facezie della trama a parte, lo svolgimento della partita, come premesso, si rifà alle medesime meccaniche del sopraccitato caposaldo degli anni '80: nei panni dell'occhialuto Ned dobbiamo assecondare lo scorrimento dello sfondo fino a giungere alla fine di ciascun livello. Tutto ciò si traduce, in pratica, nel far fuori tutti i mostri zombi che ci si parano davanti, saltando da una piattaforma all'altra ed evitando ogni genere di proiettili, ostacoli e trappole. Anche se a dire il vero, lo svolgimento forse ricorda un po’ più Ghouls'n Ghosts, l’altrettanto celeberrimo sequel del summenzionato capolavoro della Capcom, soprattutto per via delle rampe e dei numerosi dislivelli che contraddistinguono gli stage. Da questo punto di vista, si può pensare perciò ad Invasion of the Zombie Monsters come una riuscita amalgama dei migliori aspetti di entrambi i suddetti classici.
Alcuni mostriciattoli, una volta eliminati, lasceranno cadere dei preziosi power-up, ma, al contrario di quanto avveniva nei già citati giochi incentrati sulle gesta dell’impavido Sir Arthur, non offriranno alcun tipo d'arma o armatura. Tali potenziamenti, invece, alterneranno periodicamente un'icona differente: una sfera contraddistinta dallo sfondo verde in grado di migliorare la potenza ed il raggio d'azione dei nostri proiettili magici, la lettera “N” capace di eliminare tutti i nemici presenti sullo schermo ed infine anche un orologio volto a rimpinguare il tempo limite entro cui deve essere completato il livello.
Diversamente da molti altri giochi riconducibili allo stesso genere, sono presenti anche dei bonus malevoli, come ad esempio: una linea caratterizzata dallo sfondo rosso che ci farà perdere l'ultimo potenziamento acquisito e la lettera “D” che ci riporterà addirittura alla condizione iniziale. I nemici appena neutralizzati, spesso e volentieri, lasceranno cadere delle monete che, una volta raccolte in un discreto gruzzolo, ci consentiranno di ottenere in cambio una preziosa vita extra. Alla fine di ogni stage, come da tradizione, ce la dovremo vedere anche con un cattivissimo boss. Quest'ultimo, oltre a scagliarci addosso di tutto, non mancherà di sguinzagliarci dietro i suoi fedelissimi scagnozzi.
Al completamento di ciascun livello riceveremo un bonus in monete sonanti, calcolato sulla base dei secondi risparmiati. Ogni stage verrà introdotto da un'apposita mappa che man mano terrà traccia dei nostri progressi, a riprova di quanto poco Invasion of the Zombie Monsters si differenzi dai capisaldi del genere. Il gioco si articola in cinque livelli differenti, ognuno dei quali contraddistinto da una particolare ambientazione. A prima vista potrebbero sembrare pochi, ma in realtà si riveleranno una bella sfida visto l'impegnativo livello di difficoltà che li contraddistingue. Comunque sia, ci verrà data la possibilità di poter continuare per un paio di volte.
Per quanto riguarda la realizzazione tecnica occorre fare una breve premessa poiché Invasion of the Zombie Monsters non è stato realizzato per sbalordire con le sue mirabolanti prestazioni tecniche, ma piuttosto per essere immediatamente godibile già a partire dai limitatissimi MSX di prima generazione. In sede di sviluppo, infatti, si è ben pensato di eliminare all'origine ogni possibile fonte di problemi dovuti ai ben noti limiti hardware di tali macchine. Al contrario di una gestione della grafica al pixel, si è preferito adottare una filosofia realizzativa imperniata sulla "tile", cioè basata su singole mattonelle composte da una maschera di 8x8 pixel. Quest’approccio, da un lato ha comportato lo svantaggio di una grafica quanto meno blocchettosa, caratterizzata da delle prestazioni poco fluide, ma dall'altro ha consentito di ridurre al minimo tutti quei fliccherii, slittamenti ed effetti collaterali legati alle scarse performance in termini di sprite e scrolling. Tale soluzione, inoltre, ha offerto la possibilità di poter sfruttare un maggior numero di colori.
In quest'ottica, pertanto, bisogna ammettere che è stato fatto un buon lavoro, nel senso che il motore che governa il gioco comunque non perde un colpo ed aggiorna lo schermo piuttosto rapidamente. Le suddette semplificazioni tecniche non implicano necessariamente una pessima realizzazione, anzi nel suo complesso si tratta di un buon prodotto sviluppato con tutti i crismi del caso. A tal riguardo, vale anche la pena di menzionare il pregevole effetto parallattico multistrato che accompagna lo scorrimento dello sfondo. La colonna sonora offre una serie di motivetti per lo più orecchiabili ed un discreto numero di effetti sonori tutto sommato efficaci.
Il gioco può essere scaricato liberamente dal suo sito ufficiale