In questa recensione balziamo dal 1988 (di Xenon, appunto) direttamente al 1993 per soffermarci su uno tra i prodotti più ambiziosi creati dal team: The Chaos Engine. Uscito originariamente per Amiga OCS-ECS, The Chaos Engine aveva tutte le caratteristiche care ai suoi autori: grafica metallica con forte richiamo allo steampunk (vapore e tecnologia mescolati in un unico ambiente vittoriano), giocabilità tosta ma intelligente, musica a pompa in stile techno acid, digitalizzazioni vocali a go-go e ultima, ma da non sottovalutare, la possibilità di gioco in doppio. Insomma, The Bitmap Brothers tira fuori un gioco che, in soli due dischetti, s'imponeva come uno shooter multidirezionale adrenalinico e stilisticamente perfetto, cui nessuno poteva resistere dal provarlo almeno una volta, magari proprio con un buon amico cimentandosi in furiosi doppi in cui, sicuramente, il prodotto riusciva a esprimere al meglio tutta la sua magnificenza.
La storia narra le vicende di un certo barone Fortesque che, dopo aver creato una macchina a vapore che esegue operazioni analoghe a un computer (steampunk, appunto), perde il controllo di quest’ultima nel momento in cui essa si guasta, inglobando praticamente dentro di sè il suo creatore. L’inceppamento fa sì che le persone mutino in una specie di animali alieni e, come se non bastasse, la macchina comincia ad avere un’autonomia tale che gli permette il controllo dell’ambiente circostante, nonché di crescere e potenziarsi a dismisura. L’incauto compito di ripulire l’area dalle aberrazioni create da quest’ultima, liberando il barone Fortesque e mettendo fine al terrore perpetrato da questa “macchina caotica”, starà dunque a noi, tramite la selezione dei due personaggi tra una rosa di sei di cui si parlava poco sopra. Buona Fortuna!
Note:
• The Chaos Engine, dopo l’originale apparizione su Amiga OCS-ECS, fu rivisitato per macchine AGA appena un anno dopo. Nella versione 1200/4000 i dischetti di gioco rimasero due, ma la grafica mostrava un aumento notevole di colorazione che, sinceramente, poteva anche essere evitato. Di fatto, analizzando bene le due versioni, si nota come lo scenario creato dai Bitmap Brothers sposi alla perfezione la palette cromatica dei trentadue colori imposti dai vecchi chip Amiga, mostrandosi troppo “forzatamente” colorato per meglio sfruttare le capacità superiori del chip-set AGA. Almeno la versione CD32, oltre ai 256 colori in video, regala un sonoro nettamente migliore, nonché intro e outro animate con tanto di campionato parlato di alta qualità.
• In seguito, il gioco aprì le porte anche al mondo delle console, dove fu ribattezzato col nome di Soldiers of Fortune. Oltre a perdere in originalità dal punto di vista del titolo, queste versioni per Sega Mega Drive e Super Nintendo, persero anche un personaggio atipico come il prete, che venne trasformato in un ben più banale scienziato, apportando una modifica grafica che eliminava il classico e riconoscibile collare bianco. Peccato.
• Le versioni per le console non furono comunque l’unico lido cui approdò la creatura dei Bitmap Brothers, poiché anche il mondo MS-DOS, nonché l’Atari ST, ebbero la loro bella conversione.
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